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  • Riforma della Avvocatura, Alpa: “Bene l’emendamento sulla riserva di consulenza agli avvocati”

    “Ogni specificazione sulla riserva della consulenza legale che fughi gli equivoci in cui sono incorse Confindustria e le altre associazioni ci trova favorevoli. Infatti, il Cnf ha sempre sostenuto che l’esclusiva non si estendeva alla consulenza prestata dalle associazioni imprenditoriali ai propri iscritti o dalle società per le consorelle dello stesso gruppo”.
    Così il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa ha commentato la notizia della probabile presentazione di un emendamento sulla riserva di consulenza legale al testo di riforma dell’avvocatura, che dovrebbe contribuire a favorirne l’approvazione da parte del Parlamento superando le obiezioni avanzate da Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali.
    Alpa ha ricordato che il Cnf, da ultimo in occasione dell’approvazione del testo da parte della commissione giustizia del senato lo scorso 18 novembre, ha sempre sostenuto che sulla riserva di consulenza si era fatta troppo confusione, precisando come “l’esclusiva non compromette la consulenza legale offerta da società appartenenti allo stesso gruppo societario o dalle associazioni a favore dei propri iscritti”.
    Intanto ieri a Rimini, in occasione del Salone della Giustizia, si è svolta la tavola rotonda organizzata dal Cnf sul tema della Giustizia del futuro. “ Le sfide che si pongono al giurista sono molteplici: la tutela giurisdizionale diretta dei diritti umani nei rapporti tra privati; l’organizzazione degli interessi collettivi tramite le class action, le soluzioni extragiudiziarie per le controversie. Parlare di giustizia nel futuro significa prefigurare quali potranno essere le regole del domani”, ha sottolineato Alpa. Alla tavola rotonda hanno partecipato Francesco Galgano, Federico Carpi, Vincenzo Vigoriti, Francesco Capriglione.
    E nella discussione sono emersi tanti aspetti che dimostrano come, se pur tra luci ed ombre, il diritto governi i fenomeni di globalizzazione nonostante il timore di un "sua morte".
    Un esempio per tutti: la Suprema Corte di Cassazione con una recente sentenza ha qualificato come danno da inadempimento da obbligazione a favore del cittadino il mancato recepimento nell’ordinamento nazionale di una direttiva comunitaria.

    Claudia Morelli Responsabile
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