Rassegna di normativa, dottrina, giurisprudenza

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  • Per l’assicurazione degli avvocati proroga di 30 giorni
    Una proroga di 30 giorni per l’assicurazione degli avvocati, che arriva nel giorno in cui l’obbligo sarebbe dovuto scattare. Stasera infatti approderà in «Gazzetta Ufficiale» il decreto ministeriale che proroga di 30 giorni la scadenza dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà dell’assicurazione

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  • Avvocati, polizza obbligatoria da 11 ottobre, sospensione da albo per chi non ne dispone
    Come ormai noto, a parte l´obbligo di preventivo scritto, del quale abbiamo diffusamente parlato, in vigore dal 29 agosto, dal 11 ottobre per tutti gli avvocati scatteranno altri obblighi, primo tra tutti la necessità di dotarsi di una ampia copertura assicurativa. Il commento che segue, pubblicato ieri in Diritto.it, sintetizza il quadro dei nuovi obblighi.

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  • Avvocati: in vigore il preventivo scritto obbligatorio
    Al cliente vanno sempre date informazioni anche sul grado di complessità dell'incarico e sui dati della polizza professionale.
    Gli avvocati non possono più sottrarsi dal redigere un preventivo scritto da mostrare ai propri clienti al momento del conferimento dell'incarico.

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  • Avvocati: non aspettare il collega avversario in udienza può costare caro
    Per il Consiglio Nazionale Forense, l'attesa però non può essere "eterna"…
    uomo e donna che attendono qualcuno nervosi
    Non attendere il collega avversario in udienza può costare caro all'avvocato. D'altro canto, però, l'attesa non può essere "eterna". È quanto ha ribadito il Consiglio Nazionale Forense, in diverse decisioni, sanzionando con l'avvertimento chi ha trattato la causa senza aspettare l'arrivo del collega

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  • Avvocati: arrivano le parcelle standard calcolate con Excel
    Parcelle standard per le liquidazioni degli avvocati con calcoli automatici effettuati in Excel. È questo quanto prevede il protocollo d'intesa siglato dal tribunale di Roma, il Consiglio dell'ordine degli avvocati, la Camera penale e l'Associazione nazionale forense capitoline, al fine di individuare,

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  • Elezioni avvocati verso il rinvio Il ministero della Giustizia “consiglia” di rinviare le elezioni per il rinnovo dei Consigli territoriali dell'Ordine degli avvocati, previste per gennaio e fonte di polemiche per il nuovo regolamento elettorale (Dm 170/2014). Lo fa con una nota protocollata il 24 dicembre, con la quale tiene conto che il Tar del Lazio ha fissato per il

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  • Avvocati, nuove regole per l'elezione del Consiglio dell'Ordine E’ entrato in vigore con Decreto 10 novembre 2014 n. 170 (Gazzetta Ufficiale n. 273, del 24/11/2014), il nuovo “ Regolamento sulle modalità di elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, a norma dell'articolo 28 della legge 31 dicembre 2012, n. 247.”

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  • Avvocati. Come cambia la difesa d’ufficio Arriva dal Governo la riforma della difesa d’ufficio per i meno abbienti

    Il Consiglio dei Ministri odierno ha approvato, giovedì scorso (30 ottobre), uno schema di decreto legislativo in materia di riordino della disciplina della difesa d’ufficio.

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  • La grave inimicizia tra l'avvocato e il giudice non è motivo di ricusazione “Le posizioni interpersonali di inimicizia grave tra difensore e giudice (o un suo prossimo congiunto), non sono previste nel vigente sistema normativo quali possibili cause di ricusazione”. Così ha stabilito, testualmente, la seconda sezione penale della corte di Cassazione, nella sentenza n. 43884

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  • Cassazione e sciopero degli avvocati Le Sezioni unite penali della Cassazione con la sentenza n. 40187, pubblicata il 29 settembre 2014, si sono espresse in materia di sciopero degli avvocati, in particolare sui poteri del Giudice nella valutazione della richiesta di rinvio dell’udienza presentata dall’avvocato per l’adesione allo sciopero.

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  • Cassazione: responsabilità disciplinare dell'avvocato che assume l'incarico contro un ex cliente Corte di Cassazione civile a sezioni unite, sentenza n. 11024 del 20 Maggio 2014. La corte di cassazione ha affrontato il caso di un avvocato destinatario della sanzione disciplinare della censura per aver accettato un mandato difensivo per sporgere una denunzia-querela a carico di due ex clienti. L'avvocato interessato impugnava il provvedimento innanzi al Consiglio nazionale forense, che però confermava la sanzione irrogata. Il caso finiva quindi dinanzi alla Corte di Cassazione. Tra gli altri motivi di doglianza, l'avvocato aveva contestato il difetto di correlazione tra incolpazione e decisione disciplinare. A suo parere il Consiglio dell'ordine prima e il CNF poi avrebbero errato nel prendere in considerazione i presupposti normativi e di fatto utili alla risoluzione del caso di specie (in particolare, confusione tra le due figure del conflitto di interessi e del divieto di assunzione di incarico professionale contro ex cliente). La Cassazione ritiene il ricorso infondato sulla base del fatto che la regola che l'interessato ritiene non rispettata "può ritenersi violata esclusivamente in presenza di modificazione degli elementi essenziali della materialità del fatto addebitato, che si traduca in effettivo pregiudizio per la possibilità di difesa" dunque solo in caso di "radicale trasformazione dei profili fattuali della fattispecie concreta che ingeneri incertezza sullo stesso oggetto dell'imputazione". Essendo tale valutazione a discrezione del giudice adito e non ravvisando lo stesso discrepanza tanto importante da poterla classificare come "radicale", il ricorso viene rigettato. http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_15841.asp

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  • Nuovo codice deontologico degli avvocati. Ecco cosa cambia Con un giro di vite sulla correttezza professionale sia nei procedimenti che nel rapporto con gli altri colleghi ma soprattutto nei confronti dei clienti, il nuovo codice deontologico degli avvocati si avvia verso la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dopo l'approvazione in Consiglio nazionale forense il 31 gennaio scorso. «Il testo approvato dal plenum in via definitiva – spiega una nota dell'organismo – è stato predisposto dalla commissione deontolgica coordinata da Stefano Borsacchi e ha tenuto conto delle osservazioni pervenute da Ordini e associazioni in sede di consultazione». Si tratta di 73 articoli raccolti in 7 titoli tra i quali conquistano una posizione di rilievo, rispetto alla versione precedente, le norme che regolamentano i rapporti con la clientela. Promossi dal terzo titolo del codice attualmente in vigore al secondo titolo di quello in via di pubblicazione «proprio a sottolineare la vocazione pubblicistica delle norme», spiega il Cnf. Nei «Rapporti con i clienti e parte assistita» viene discilplinato l'avvio del rapporto professionale con regole definite e obblighi informativi: prevedibile durata della causa, oneri, preventivo scritto ove richiesto, estremi della polizza assicurativa, possibilità di ricorrere alla mediazione civile, nonché la libera contrattazione dell'onorario del professionista. Tra i doveri degli avvocati c'è anche quello di competenza: dovrà quindi valutare e nel caso rifiutare assistenza nel caso non sia esperto della materia per la quale si richieda un parere o vera e propria assistenza in giudizio. Non solo, nel corso dei primi colloqui con il cliente il professionista è tenuto a informare degli iter alternativi, come la mediazione familiare e le altre forme di conciliazione previste dal codice. Pugno di ferro contro i conflitti di interesse anche per gli incarichi non professionali rivestiti dagli avvocati, come ad esempio la partecipazione agli organismi di gestione di enti privati, fondazioni. In questo caso il legale non potrà rappresentare il cliente contro gli organismi di cui fa parte anche a titolo non professionale. Insomma «il dovere di coretta informazione – prosegue il Consiglio nazionale forense nella nota – prevede che l'avvocato fornisca informazioni sulla propria attività professionale rispettando i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, facendo in ogni caso riferimento alla natura e ai limiti dell'obbligazione professionale». E quindi «non sono ammesse informazioni comparative né equivoche, ingannevoli, denigratorie, suggestive o che contengano riferimenti a titoli, funzioni o incarichi non inerenti l'attività professionale né l'indicazione di nominativi di professionisti non direttamente o organicamente collegati con lo studio dell'avvocato». In caso di violazione delle regole deontologiche del proprio legale il cliente potrà rivolgersi all'Ordine che a sua volta, dopo aver svolto un'istruttoria e ascoltato tutte le parti, potrà comminare una sanzione che va dall'avvertimento alla radiazione dall'albo nei casi più gravi. E proprio sul fronte delle sanzioni il nuovo codice ha "recepito" la legge 247/2012 che ha previsto la tipizzazione degli illeciti disciplinari con l'indicazione delle sanzioni, ma anche un meccanismo di aggravamento o di attenuazione in base alla gravità del fatto. Il nuovo testo entrerà in vigore 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-02-04/nuovo-codice-deontologico-avvocati-ecco-cosa-cambia-192019.shtml?uuid=ABw15Tu

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  • Cassazione a sezioni unite: l'avvocato non può chiedere la distrazione delle spese di causa se è stato ammesso il patrocinio a spese dello Stato Corte di Cassazione Civile a sezioni unite, sentenza n. 1009 del 20 Gennaio 2014. L'ammissione al patrocinio a spese dello Stato a favore del soggetto interessato (nel caso di specie, uno straniero) esclude la possibilità per l'avvocato difensore di richiedere la distrazione delle spese al giudice, anche se trattasi di regolamento di giurisdizione. E' quanto stabilito dalla recente pronuncia delle sezioni unite - che in questo caso si è pronunciata, appunto, nel caso di cui all'art. 360 comma 1 - di cui in oggetto. A seguito di ordinanza delle sezioni unite rigettante la domanda di distrazione delle spese, lo straniero ricorrente proponeva ricorso per revocazione, innanzi allo stesso giudice, affermando di non aver mai richiesto l'ammissione a suddetto patrocinio. La Cassazione richiedeva così informazioni al giudice di primo grado, giungendo in tal modo conferma dell'esistenza della richiesta con nota dell'Ordine degli avvocati del luogo. Pur in presenza di diversa domiciliazione (in fase di regolamento di giurisdizione, infatti, l'avvocato nominato per il patrocinio risultava domiciliato presso altro studio legale) la Cassazione ricorda come "l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell'art. 75 dpr 115/2002" è valido "per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate e accidentali, comunque connesse". Quindi anche per il regolamento di giurisdizione. "L'onorario e le spese spettanti al difensore sono liquidati, nella metà dell'ordinario, dall'autorità giudiziaria con decreto di pagamento" e "nessun altro compenso può essere percepito dal difensore dal proprio assistito". L'onere di deposito della documentazione attestante l'ammissione al patrocinio, conclude la Corte, è da ritenersi assolto poiché verificatosi già in grado di merito. Il ricorso per revocazione è quindi rigettato. http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_15052.asp

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