Rassegna di normativa, dottrina, giurisprudenza

Ricerca in Foro di Napoli
  • Studi legali di piccole dimensioni: marketing e organizzazione

    Lo scenario economico, politico, legislativo e
    sociale  nel quale si muovono  le professioni - e in particolare  gli avvocati
    -  sta registrando da diversi anni a questa parte tutta una serie di mutamenti
    che sta con crescente  forza spingendo verso una più intensa competitività del
    mercato. Tali mutamenti si riferiscono ad una crisi ormai consolidata del
    modello ordinistico, all'abolizione delle tariffe minime, all'introduzione del
    patto quota lite, all'apertura a società multiscipilnari di professionisti (per
    citarne alcuni)  che, insieme ad una crescita esponenziale del numero degli
    avvocati, alla presenza sempre più diffusa di studi internazionali sul nostro
    territorio, alla concorrenza perpetrata anche da altre figure professionali  su
    alcune tematiche (un esempio su tutti, il commercialista nella tutela in sede di
    contenzioso tributario), ed insieme anche ad una maggiore complessità delle
    prestazioni richieste dai clienti e ad un cliente oggi più preparato, più
    consapevole, più esigente e, se vogliamo, anche più spregiudicato (disinvolto)
    (rispetto anche alla percezione  sociale  della figura dell'avvocato) impone
    agli studi legali di affiancare alla professionalità e alla competenza giuridica
    dell'avvocato  una capacità di organizzare,  gestire e strutturare lo studio
    legale affinché questi possa non solo raggiungere obiettivi di efficacia (la
    soddisfazione del cliente) ma anche obiettivi di efficienza, in termini non solo
    di contenimento dei costi ma anche di gestione del know how. La
    questione è: come stabilire il giusto equilibrio tra la massimizzazione della
    soddisfazione del cliente e (per quanto inelegante possa apparire a taluni), la
    massimizzazione del profitto dello studio legale.

    Queste considerazioni non valgono naturalmente solo per gli studi legali di
    grandi dimensioni che evidentemente hanno maggiori risorse e maggiori capacità
    di spesa che consentono loro non solo di potersi rivolgere ad una consulenza
    specializzata ma anche, in molti casi, di assegnare ad una figura interna allo
    studio il ruolo di responsabile di marketing a tempo pieno o di managing
    partner
    . Quanto detto vale anche, fatte le opportune proporzioni, per gli
    studi di piccole dimensioni che in effetti costituiscono la fascia più numerosa 
    del mercato degli studi legali italiani. 

    L'organizzazione dello studio legale

    È evidente che per far funzionare un qualsiasi tipo di organizzazione
    (sia essa un'azienda, una comunità, uno studio professionale) è indispensabile
    che processi, azioni e persone siano ben coordinati tra loro. Per fare
    questo abbiamo bisogno di stabilire delle precise regole di funzionamento e poi 
    vigilare sulla corretta applicazione di queste regole. È necessario quindi 
    immaginare una soluzione, una strategia organizzativa che coniughi l'obiettivo
    finale della soddisfazione del cliente, che rimane la principale ragion d'essere
    dello studio,  con gli obiettivi di efficienza e di economicità dello studio in
    una logica di coordinamento di tutte quelle attività che concorrono alla
    realizzazione della prestazione finale e di misurazione dei risultati prodotti.
    Tale soluzione organizzativa è ben rappresentata da una gestione dello studio
    secondo la logica dell'approccio per processi. Una gestione per processi
    consente una sistematica pianificazione, attuazione, verifica
    e correzione o consolidamento delle attività eseguite all'interno
    di ciascun processo e quindi permette al titolare dello studio di presidiare,
    gestire e monitorare costantemente i fattori critici e di successo che
    interessano trasversalmente tutte le aree operative coinvolte nella
    realizzazione e nell'erogazione della prestazione professionale finale.

    Innanzitutto occorre precisare che per definire una qualunque metodologia
    organizzativa è necessario avere ben chiaro “ciò che si fa”  ossia individuare
    quei processi su cui si fonda l'operatività dello studio per  poter poi
    individuare quali sono i cambiamenti che è possibile e opportuno introdurre. Una
    volta chiara la mappa dei processi dello studio, questi dovranno essere
    descritti nei loro elementi caratterizzanti. Si tratta in estrema sintesi di
    stabilire, per ognuno dei processi individuati:

    - cosa si fa

    - chi lo fa

    - come lo si fa

    - (entro) quando lo si fa

    I benefici di un approccio per processi sono
    fruibili anche da uno studio legale di piccole dimensioni nel quale
    evidentemente tanto i processi cosiddetti primari (di realizzazione del
    servizio) quanto quelli secondari (di supporto alla realizzazione del servizio,
    come l'attività di reception/accoglienza cliente, la gestione degli
    archivi informatici e cartacei della pratica,  l'attività di parcellazione, e
    via di seguito), in tutto o in parte, fanno sempre  capo al titolare. 
    Organizzare uno studio significa infatti  formalizzare le regole organizzative e
    operative necessarie a gestire in forma controllata e non improvvisata le
    attività di studio e a identificare in tempo utile eventuali criticità, carenze,
    inefficienze  per apportare gli opportuni correttivi.

    Questa rivisitazione in chiave strategica della struttura organizzativa dello
    studio non richiede significativi investimenti se non in termini di impegno e
    fiducia nel progetto da parte del titolare al quale è richiesta una riflessione
    su come intende governare le proprie attività non solo in termini di esecuzione
    del mandato ma anche di maggiore efficienza ed economicità dell'organizzazione
    del proprio lavoro. 

    Il marketing legale

    Lo studio legale dovrebbe riflettere inoltre sull'opportunità  di adottare
    adeguate strategie di marketing, al fine di evitare di trovarsi, in un
    futuro ormai prossimo, impreparati a sfide del mercato sempre più stringenti sul
    piano della concorrenza.

    Sul tema, storicamente nella cultura dell'avvocato - ma potremmo dire delle
    libere professioni in genere - si è stratificata una serie di pregiudizi
    rispetto all'applicabilità di concetti di natura aziendalistica alla realtà
    professionale. Non solo, nel suo percorso di studi non sono contemplate materie
    di stampo manageriale o aziendale che gli abbiano fornito le nozioni e gli
    strumenti per affrontare con familiarità la materia.

    Volendo dare una definizione sintetica di marketing applicato alla professioni
    forense, potremmo affermare che per marketing legale intendiamo una
    disciplina che pone al centro il cliente e che, sia sul piano strategico che
    operativo, orienta in maniera consapevole e strutturata le decisioni e gli
    obiettivi di permanenza o crescita sul mercato cui si rivolge lo dello studio.
    E' parte di una strategia di mercato che può definirsi proattiva, che induce lo
    studio ad abbandonare un approccio passivo in favore di un ruolo propositivo nei
    confronti dei bisogni del mercato.

    La pianificazione di marketing passa attraverso fasi distinte e consequenziali
    che qualsiasi studio, anche lo studio di dimensioni ridotte che  può contare su
    risorse, umane ed economiche, limitate può affrontare. Vediamole nel dettaglio.

    L'analisi di mercato

    In una prima fase, lo studio legale  dovrà provvedere alla raccolta di dati
    e informazioni che gli consentano di definire le caratteristiche del mercato nel
    quale opera, di  identificarne le tendenze predominati e di decifrare i
    comportamenti dei soggetti che a vario titolo  vi partecipano.

    Uno studio di piccole dimensioni che non ha le risorse per affrontare una
    ricerca di mercato
    complessa, potrà basare le proprie riflessioni sui
    riflessi delle tendenze  sociali (aumento dell'immigrazione, per esempio),
    economici (crisi di un certo settore), demografici (l'invecchiamento della
    popolazione, ad esempio) e politici (riforme della giustizia, per esempio)
    rilevabili, banalmente,  da riviste di settore (proprio o dei propri clienti).

    In un secondo momento dovrà procedere all'analisi della concorrenza, il
    cui scopo è quello di capire chi sono i propri concorrenti, quali
    caratteristiche li caratterizzano, quale grado di visibilità hanno, che tipo di
    approccio praticano in termini di tariffe applicate, ecc.  Anche in questo caso,
    non è indispensabile ricorrere a strumenti particolarmente sofisticati per
    raccogliere questo genere di informazioni, è sufficiente verificare quanto
    compiuto dai propri concorrenti in termini, ad esempio, di partecipazione a
    seminari e convegni, di localizzazione e di arredo dello studio, di modalità di
    risposta al telefono, di grafica della documentazione in uscita, di
    presenza/assenza di un sito web, ecc. Per quanto banali possano sembrare, sono
    comunque informazioni sulle quali è possibile fare utili riflessioni in termini
    di differenziazione.

    L'analisi della domanda

    L'attenzione a questo punto va quindi spostata sull'analisi dei
    bisogni, delle aspettative e delle esigenze dei clienti (attuali e potenziali).
    Si tratta di  indagare i comportamenti cosiddetti di acquisto
    delle prestazioni professionali da parte dei clienti, di comprendere quindi  i
    meccanismi che inducono questi a rivolgersi a quello o a quell'altro avvocato.
    Lo sguardo va indirizzato tanto all'esterno dello studio  quanto all'interno.
    Nel primo caso  si tratta di capire quali sono le principali tendenze di mercato
    mentre per quanto riguarda  i clienti attuali dello studio, sui quali ci
    soffermeremo con maggiore dettaglio,  due sono gli strumenti più facilmente
    praticabili: l'analisi della percezione del cliente rispetto alla
    capacità dello studio di soddisfare le sue aspettative (che non si esauriscono
    nella vincita della causa) e l'analisi di alcuni dati interni che
    qualunque studio può reperire dalla propria contabilità. Per quanto riguarda il
    primo aspetto,  non è affatto necessario ricorrere a metodologie eccessivamente
    complesse o costose, è sufficiente un breve colloquio con il singolo cliente,
    anche al termine della singola causa,  per raccogliere le informazioni
    necessarie a comprendere in quale misura il cliente si ritiene soddisfatto e
    quali sono gli aspetti rispetto ai quali ritiene deluse le sue aspettative. Gli
    aspetti che dovranno essere indagati in  questa fase potrebbero essere la
    fedeltà (il cliente si rivolgerà allo studio per altri incarichi?), il
    passaparola (il cliente consiglierà lo studio ad altri soggetti?),  quali sono
    gli aspetti che migliorerebbe?. Una attenta riflessione andrà fatta sul numero e
    sulla tipologia di clienti da intervistare: tutti i clienti? i clienti migliori
    in termini di partecipazione al fatturato? i nuovi clienti acquisiti nell'ultimo
    anno? i clienti persi? Va rilevato che l'indagine porterà con sé non solo dati
    utili allo studio per impostare una strategia di marketing ma anche un'opportunità
    di rafforzamento  della relazione con il cliente
    che apprezzerà l'interesse
    rivoltogli dal suo avvocato.

    Ulteriori analisi possono essere fatte sulle informazioni di cui lo studio è già
    in possesso. Sotto il profilo economico, per esempio, potrebbe essere
    interessante analizzare il fatturato: quali sono i clienti che apportano
    maggiore fatturato allo studio? in quale misura lo studio dipende da quel
    cliente o da quell'area di affari, sempre in termini di fatturato? qual è il
    tempo medio di incasso per cliente? quante ore sono state dedicate a quel
    cliente e quante sono state le ore effettivamente fatturate? O ancora, quali
    sono i tempi di incasso effettivi, la puntualità dei pagamenti o la differenza
    tra quanto è stato notulato e poi effettivamente incassato? Da queste
    informazioni è possibile trarre alcune dati utili circa la praticabilità e la
    convenienza di operare alcune scelte strategiche a discapito di altre.

    Un ulteriore area d'indagine può essere rappresentata dal settore al
    quale i  clienti dello studio appartengono o dall'area geografica
    maggiormente servita: è un dato sul quale è possibile fare delle riflessioni, ad
    esempio rispetto alla presenza di altri competitor o rispetto alla convenienza
    ad  indirizzare o meno in quella direzione le proprie energie e le proprie
    risorse.

    E' evidente che reperire dati di questo tipo è un'operazione alla portata di
    qualunque studio, a prescindere dalle dimensioni o dalla inclinazione del
    singolo a materie economiche o manageriali.

    I dati così raccolti potrebbero utilmente essere
    rappresentati in una tabella che si propone di seguito.

     


     


    Nome e Cognome


    Area geografica


    Professione/ settore


    Prestazione  erogata


    Fatturato annuo


    % fatturato  sul
    totale


    tempi medi di
    pagamento


    Reclami


    1


     


     


     


     


     


     


     


     


    2


     


     


     


     


     


     


     


     


    3


     


     


     


     


     


     


     


     


    4


     


     


     


     


     


     


     


     


     


     


     


     


     


     


     


     


     





    A questo punto lo studio dovrebbe passare ad indagine auto conoscitiva,
    ossia un'analisi delle proprie risorse, in termini di personale, disponibilità
    finanziarie, struttura e di competenze specifiche. Lo scopo è quello di valutare
    i punti di forza e di debolezza  dello studio attuali e di adoperarsi, in
    maniera consapevole, per potenziare i vantaggi differenziali e trasformare i
    difetti in un'occasione di miglioramento.

     

     

     

    PUNTI DI FORZA


    PUNTI DI DEBOLEZZA


    Risorse umane


    Esperienza

     


     


    Puntualità

     


     


    Spirito di squadra

     


     


    Fedeltà allo studio

     


     


    .....

     


     


    Competenze specifiche


    Diritto societario

     


     


     


    Arbitrati

     


     


    Diritto fallimentare

     


     


    Diritto tributario

     


     


    .......

     


     


    Uffici


    Posizione

     


     


    Arredamento

     


     


    Orario di apertura

     


     


    Organizzazione


    Comunicazione interna

     


     


    Distribuzione carichi di lavoro

     


     


    Tecnologia

     


     


    .......

     


     


    Risorse economiche


    Margini di profitto

     


     


    ...........

     


     


    Clientela


    Fidelizzazione

     


     


    Passaparola

     


     


    .....

     


     





    Segmentazione - Targeting - Posizionamento

    Sulla base delle analisi svolte e delle considerazioni che ne sono
    conseguite,  lo studio deve identificare a quali clienti

    intende rivolgersi e quali servizi proporre. La prima fase di questo processo
    consiste nel segmentare il mercato di riferimento, ossia nel suddividere
    l'universo dei propri clienti (o potenziali tali) in gruppi di persone, ognuno
    dei quali accoglie soggetti accomunati da  una o più caratteristiche.
    Per esempio, è possibile segmentare  per  età, professione, zona geografica,
    tipologia di benefici richiesti dal cliente. Anche in questo caso non è
    necessario ricorrere ad analisi particolarmente complesse o a rappresentazioni
    grafiche particolarmente sofisticate, potrebbe essere sufficiente predisporre un
    elenco delle categorie di clienti sulla base di criteri considerati d'interesse
    per lo studio:

     


     


    Beneficio richiesto dal cliente


    Servizio dello studio


    Settore/ professione


    Fascia di età


    Ara geografica


    Reddito


    Segmento A

    Consulenza presso la propria sede


    Area diritto tributario


    Imprenditore


    40 - 55 anni


    Veneto


    > 500.000


    Segmento B

    Cura della relazione umana


    Area diritto di famiglia


    Donne


    > 50 anni


    Milano


    < 50.000


    Segmento C

    ....


    ....


    ....


    ....


    ....


    ....





    Le informazioni possono essere reperite dai dati storici dello studio facenti
    riferimento ad un determinato arco temporale (ad esempio, gli ultimi 10 anni).
    Pur non avendo una rilevanza statistica significativa può comunque offrire
    spunti di riflessioni utili su quanto è già stato fatto dallo studio e su quanto
    è possibile/conveniente fare in futuro per ottimizzare le proprie risorse.

    Fatto questo, il passo successivo consiste nel selezionare quei segmenti di
    mercato ai quali lo studio ritiene opportuno  rivolgersi date le potenzialità di
    quella fetta di mercato e date le effettive capacità dello studio di poterne
    soddisfare le esigenze (ossia definire il proprio target). Ad esempio, il
    segmento delle PMI della regione Veneto. La scelta di un target, che avvenga in
    funzione delle prestazioni professionali che intende offrire e delle effettive
    capacità, è indispensabile per lo studio di dimensioni ridotte perché consente
    di non disperdere le proprie energie e le proprie risorse in un mercato
    indifferenziato nel quale far fronte alla concorrenza diventa pressoché
    impossibile.

    Infine, lo studio dovrà definire il proprio posizionamento, ossia dovrà
    scegliere come porsi affinché il cliente lo distingua dagli altri studi
    legali già presenti su quel segmento. Si tratta insomma di  far capire chi si è
    (la propria storia, la propria cultura, il proprio approccio alla relazione con
    il cliente) di  che cosa lo studio si occupa (quali servizi si presta),  a quali
    clienti ci si rivolge (per area professionale, per area geografica, per
    dimensione), quali sono i vantaggi che i propri servizi sono in grado di
    garantire.

    Le strategie saranno formulate secondo il tipo di vantaggio competitivo
    che si intende perseguire: potrà dunque trattarsi di una strategia di leadership
    di costo (offrire servizi standard a prezzi bassi), di differenziazione
    (garantire un'attenzione accurata ad una certa componente del servizio - ad
    esempio la tempestività di risposta- che altri non possono garantire) o di
    focalizzazione (rivolgere i propri servizi ad un unico segmento del mercato, ad
    esempio specializzarsi nel diritto di famiglia).

    Implementazione

    A questo punto è giunto il momento di nel mettere in atto quanto stabilito.
    Si tratta insomma di mettere in pratica quanto stabilito per conseguire gli
    obiettivi stabiliti, di scegliere le azioni e gli strumenti più opportuni  e che
    dovranno riguardare la composizione del proprio portafoglio-servizi e i
    contenuti della prestazione, la politica dei prezzi, le modalità di erogazione
    del servizio (che comprende tanto lo spazio fisico quanto la relazione con il
    cliente) e le modalità di comunicazione (che insieme costituiscono il cosiddetto
    marketing mix).

    Nulla di complicato nemmeno in questo caso. Riportiamo di seguito un esempio di
    un piano di attuazione della strategia di marketing che potrà essere adattato a
    seconda delle risorse e dei tempi effettivamente disponibili.

     

     


    Obiettivo


    Azione


    Costo atteso


    Redemption attesa


    Data limite per
    l'effettuazione


    Risultato


    Maggiore visibilità sul mercato giovane

    Realizzazione
    di un sito web interattivo

    Da preventivo tecnico


    Aumento del 20% della richiesta di
    preventivi


    entro l'anno


     


    Comunicare la propria area /
    specializzazione

    Partecipazione
    incontri di settore del cliente

    Costo opportunità del tempo dedicato


    Un cliente nuovo per incontro


    entro l'anno


     


    Migliorare l' immagine dello studio

    Definizione
    della grafica e dello stile dei documenti (carta intestata, buste,
    biglietti da visita,  brochure, ...)

    Da preventivo tecnico


    Maggiore soddisfazione espressa dai
    clienti


    entro l'anno


     


    .....

    .....

    .....

    .....

    .....


    .....





    Abbiamo in questa sede voluto proporre una panoramica generale dei concetti
    relativi all'organizzazione e al marketing nell'ambito di uno studio legale,
    fornendo alcuni esempi di come possano trovare applicazione alcuni di questi
    concetti in studi che, per le dimensioni e le conseguenti ridotte capacità di
    investimento sul progetti particolarmente complessi, non hanno ritenuto di
    avvicinarsi alla materia. In un prossimo intervento ci proponiamo di entrare con
    maggiore dettaglio nelle problematiche tipiche e più ricorrenti di uno studio
    legale e di fornire alcune indicazioni pratiche per la loro risoluzione e
    quantomeno per il loro contenimento.


    fonte http://avvocati24.ilsole24ore.com/EsplosoIntervista.aspx?Identificativo=11640879&IdFonteDocumentale=5

0 comments:

Leave a Reply