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  • Avvocati e commercialisti, opinioni a confronto. Conciliazione, dopo il si' del Senato

    Milleproroghe, maxiemendamento del governo e voto di fiducia. Previsto lo slittamento parziale dell’obbligatorieta' della mediaconciliazione: condominio e sinistri stradali. Maurizio de Tilla, Oua: ''E' passata la volontà del ministro Alfano sul rinvio parziale. Rimangono inascoltate le istanze dell’Avvocatura. Nessuna attenzione al voto responsabile e bipartisan dei senatori dei giorni scorsi, vincono gli interessi dei poteri forti. Sarà dura la protesta degli avvocati ormai delusi dal Ministro della Giustizia. L’obbligatorietà della media-conciliazione è incostituzionale ed impedisce il libero accesso alla giustizia''. Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense: sulla mediazione un'occasione persa. Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti: "Rammarico per parziale rinvio nel Milleproroghe, ma la riforma è salva. Un successo del Ministro Alfano".

    LE OBIEZIONI DELL'AVVOCATURA

    Il presidente dell’organismo di rappresentanza politica dell’avvocatura, Oua, critica duramente la scelta del Ministro Alfano di inserire nel maxi emendamento, presentato al Senato al Milleproroghe, il parziale e insufficiente slittamento dell’obbligatorietà della mediaconciliazione per sole due materie: condomini e sinistri stradali.

    Per l’Oua l’approvazione del provvedimento aprirà un conflitto con oltre 230 mila avvocati e non mancheranno le proteste, a partire dall’astensione dalle udienze.

    «Lo slittamento ad un anno per tutte le materie – dichiara il Presidente dell’OUA – avrebbe consentito una più ragionevole sistemazione della materia modificando il decreto legislativo nei punti più volte segnalati dall’Avvocatura.

    La mediaconciliazione obbligatoria non esiste in Europa e non funzionerà».

    «Oltre 230mila avvocati protesteranno con decisione – continua - fino alla proclamazione dell’astensione dalle udienze ed in queste ore sono tante le delibere approvate dai consigli degli ordini forensi di tutta Italia.

    Invano ho inviato una lettera al Presidente del Consiglio per rappresentare la grande delusione della categoria per l’arrogante presa di posizione del Ministro Alfano».

    «La mediaconciliazione obbligatoria – conclude de Tilla - così come definita, risponde esclusivamente alle esigenze di interessi particolari e alle pressioni dei poteri forti, non è in linea con le direttive europee ed è sotto molti profili incostituzionale.

    Rimangono inascoltate le osservazioni degli avvocati, nessuna attenzione al voto responsabile e bipartisan dei senatori dei giorni scorsi, ma non è ancora detta l’ultima parola, le proteste e le iniziative continueranno.

    L’Avvocatura manifesta il totale dissenso per le iniziative del Ministro che, invece che intervenire sulla riforma della macchina giudiziaria, ha rivolto la propria attenzione alla rottamazione della giustizia civile e, con essa, a sopprimere i diritti dei cittadini ad avere giustizia».

    Il Consiglio nazionale forense ritiene la scelta di prorogare per un anno l’entrata in vigore della mediazione per le sole materie del condominio e della responsabilità da circolazione dei veicoli, approvata oggi nel decreto Milleproroghe dal Senato, un’occasione mancata.

    Il presidente Guido Alpa ribadisce come il Cnf non sia mai stato contrario all’istituto della mediazione e proprio per questo motivo ha sempre richiamato l’attenzione sulla necessità di alcune modifiche della normativa attuale, senza le quali il sistema rischia di implodere, tra la quali quelle volte all’eliminazione dell’obbligatorietà e alla previsione della difesa tecnica.

    Alle ragioni normative si aggiungono le difficoltà operative più volte denunciate dagli Ordini forensi locali, rappresentate peraltro allo stesso ministro della giustizia.

    Il Cnf chiede al governo di ripensarci e nel passaggi alla Camera di disporre il rinvio di un anno per tutte le materie.

    In ogni caso, il Consiglio si adopererà per fornire agli Ordini tutti i supporti utili per far fronte a questa emergenza.

    Naturalmente, ci si aspetta che anche il governo faccia la sua parte, garantendo fra l’altro la messa a disposizione presso i tribunali dei locali destinati alla mediazione.

    LA POSIZIONE DEI COMMERCIALISTI

    Rammarico per il rinvio dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediazione per alcune materie, ma anche grande soddisfazione per la sostanziale tenuta di una riforma giudicata di portata “storica”.

    E’ il commento dei commercialisti all’approvazione, da parte del Senato, del decreto Milleproroghe, contenente anche la proroga dei termini dell’entrata in vigore della mediazione civile in materia di controversie condominiali e di incidenti stradali che si traduce, di fatto, in un via libera, a partire dal 20 marzo, per l’obbligatorietà del ricorso alla mediazione per tutte le altre materie.

    “Soprattutto in considerazioni delle enormi resistenze messe in campo, si tratta – afferma il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Claudio Siciliotti – di un successo di cui va reso pieno merito al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che dopo aver voluto una riforma che può finalmente cambiare il volto alla giustizia civile del nostro Paese, ha saputo fronteggiare con coraggio le tante pressioni provenienti da parte di chi, con logica corporativa, voleva snaturarne il senso, limitarne la portata o addirittura cancellarla”.

    “Il rinvio di un anno dell’entrata in vigore della conciliazione in due materie rilevanti quali controversie condominiali e incidenti stradali – sostiene Siciliotti - rende parziale l’avvio della mediazione civile, previsto per il 20 marzo.

    Una scelta di cui ci rammarichiamo, figlia delle tante spinte conservatrici di chi si arrocca in difesa dell’esistente.

    Eppure – prosegue il presidente dei commercialisti – questo dato non oscura affatto la portata di una riforma che non esitiamo a definire “storica” per gli effetti di decongestionamento della giustizia civile che potrà produrre nel tempo e il cui avvio è comunque in gran parte confermato per marzo, a dispetto di quanti avrebbero voluto rinviarlo tout court di un anno.

    Un risultato complessivamente positivo al quale si è arrivati anche grazie alla mobilitazione unitaria dei commercialisti, di alcune altre professioni, del mondo delle imprese e delle Camere di commercio”.

    “Conciliazione e mediazione civile – prosegue Siciliotti - ridurranno il numero di cause civili pendenti presso i nostri tribunali e comporteranno una drastica riduzione dei tempi della giustizia e dei suoi costi per i cittadini. Una riforma che avrà successo se sarà accompagnata da una rivoluzione culturale nell’approccio a questi temi.

    Uno sforzo per il quale i commercialisti sono impegnati ormai da anni: arriviamo all’appuntamento del 20 marzo con quasi 5000 commercialisti formati nella materia, con un organismo nazionale di conciliazione e con la volontà di dar vita in ciascuno dei 143 ordini locali di categoria ad un organismo territoriale, anche in collaborazione con altri professionisti e altri enti”.

    L’ARTICOLO DEL MAXI EMENDAMENTO

    16 decies.

    “Il termine di cui all’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, è prorogato di dodici mesi, limitatamente alle controversie in materia di condominio e del risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti”.

    http://www.ipsoa.it/News/Diritto/avvocati_e_commercialisti_opinioni_a_confronto_id1024263_art.aspx

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