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  • Al via martedì il tavolo sulla mediazione

    Il filo della trattativa tra il ministero e gli organismi rappresentativi della professione forense prova a riannodarsi. Dopo aver annunciato pubblicamente – l'ultima venerdì in un convegno promosso dall'Unione delle Camere penali – la volontà di ascoltare le ragioni della protesta degli avvocati sulla mediaconciliazione, sempre caldissima, ieri Angelino Alfano ha fissato la prima data, per martedì sera alle 21 nella sede del ministero. Secondo la formula ufficiale, si tratterà di «un tavolo programmatico, allargato anche ad altri partecipanti, nel quale saranno discusse le possibili soluzioni ai problemi sollevati da una parte dell'avvocatura e relativi all'applicazione dell'innovativo strumento della mediazione civile».
    La ripartenza del confronto è arrivata al termine di un incontro informale, venerdì pomeriggio proprio a seguire il convegno dell'Ucp, tra il ministro e i presidenti dei Consigli dell'Ordine degli avvocati di Milano, Paolo Giuggioli, di Roma, Antonio Conte, e di Palermo, Enrico Sanseverino.
    Al tavolo di martedì, la cui composizione resta in gran parte da stabilire – anche per i delicati equilibri interni degli organismi forensi – i rappresentanti del legali arriveranno con una proposta «top secret», pensata comunque per sbrogliare l'impasse dovuto non solo e non tanto alla protesta di massa, ma soprattutto alla remissione alla Corte Costituzionale della legge istitutiva sulla mediaconciliazione. «Non voglio anticipare nulla di ciò che proporremo al ministro, non fosse altro che per correttezza – dice il presidente milanese Paolo Giuggioli – ma posso garantire che si tratta di una iniziativa forte e importante, alla luce di quello che è successo negli ultimi mesi e che è sotto gli occhi di tutti». Indizi che portano dritto al cuore del problema, almeno secondo la prospettiva degli avvocati, e cioè all'obbligatorietà fissata per legge del tentativo di conciliazione, più ancora che alla mancanza, nelle norme, della riserva legale. La proposta di Giuggioli, comunque, non sarà un tentativo di temporeggiare: «Moratoria? Nemmeno per sogno, è tempo di risolvere il problema e non più di procrastinare nella speranza che si risolva da solo», chiosa Giuggioli, che si dice comunque «fiducioso» sulla possibilità di riuscire a convincere la controparte.
    Chi è meno convinto, anzi per nulla, e non accetterà l'invito al tavolo ministeriale è invece Maurizio De Tilla, presidente dell'Oua. «Avevo anticipato a Milano che non sarei andato a farmi prendere in giro per la quarta volta – dice il leader della protesta movimentista – e lo confermo oggi. C'è poco da trattare, l'unica uscita possibile è l'abrogazione dell'obbligatorietà della conciliazione, incompatibile con la Costituzione e con le norme europee. O il ministro capisce e ammette di aver sbagliato, oppure sarà scontro sempre più duro». Dopo gli scioperi di marzo e aprile, l'organismo unitario dell'avvocatura ha annunciato una nuova astensione per il 23 giugno prossimo.

    http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-05-08/martedi-tavolo-mediazione-081513.shtml?uuid=AaI2MKVD

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