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  • Ancora code, Poste a singhiozzo Procura di Roma apre inchiesta

    Continuano i disagi agli sportelli causati dal nuovo software: uffici affollati. Romani: spero no class action. Giovedì Cda straordinario e incontro con consumatori.
    Ancora in fila. In attesa. Per una raccomandata. Per una bolletta da pagare (e quasi scaduta). Per ritirare la pensione. La lunga notte delle Poste Italiane continua. Dopo il blocco avvenuto nei giorni scorsi. È come un film al rallentatore. L'efficienza e la rapidità della tecnologia hanno lasciato il passo a quel vecchio sistema interno «grazie al quale stiamo evitando il black out totale», sottolinea l'amministratore delegato Massimo Sarmi, a indicare che la colpa di tutto va addossata all'Ibm e a quel nuovo software che ha mandato in tilt l'azienda e i suoi clienti.

    INCHIESTA DELLA PROCURA - Disagi e guai su cui la Procura di Roma ha deciso di vedere chiaro e per questo ha deciso di aprire un fascicolo, senza ipotesi di reato e indagati. L'iniziativa, affidata al procuratore aggiunto Nello Rossi del pool reati informatici, punta a chiarire se in questa vicenda ci siano profili di tipo penale. Il fascicolo è composto per il momento da articoli di stampa. I giudici di piazzale Clodio hanno affidato ampia delega alla polizia postale che dovrà verificare se ci siano state intrusioni o danneggiamenti dolosi al nuovo sistema software o interruzione del pubblico servizio. In base a quanto si apprende su questa vicenda in procura a Roma, allo stato, non sarebbero ancora giunte denunce
    «SERVIZIO GARANTITO» - Ma a Roma come a Milano, come nel resto d'Italia, i disagi continuano. Il servizio c'è, spiegano da Poste Italiane: «Il sistema informatico questa mattina ha funzionato regolarmente, anche se in alcuni uffici postali d'Italia si possono verificare rallentamenti dovuti al numero massiccio delle operazioni richieste, ma il personale servirà tutti i clienti fino all'esaurimento delle file».
    E infatti, basta farsi un giro per gli uffici e vedere come la gente seduta e in piedi sia molto più numerosa del solito. Sale d'attesa piene. E persone che fanno dentro e fuori: prendono il biglietto di prenotazione, spalancano gli occhi quando scoprono di avere almeno un centinaio di numeri davanti e scappano via, a caccia di fortuna in un altro ufficio gialloblù. Gli anziani invece si fermano e attendono pazienti. «Tanto non ho nulla da fare», sorride saggio uno di loro.

    NUOVO STOP - Però, intorno all'ora di pranzo, è di nuovo stop. Raccontano che negli uffici della periferia di Roma ci siano centinaia di persone in attesa. Ma davanti alle vetrine. Nessuno agli sportelli, perché «tanto è tutto fermo: siamo in attesa che riparta», dice un impiegato. E la rabbia della gente cresce, «qualcuno pagherà per questo?». La soluzione sembra semplice: il vecchio al posto del nuovo: «Chi non è collegato con il nuovo sistema va avanti», semplifica un'altra impiegata. Ma intanto l'attesa si allunga.

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_giugno_8/poste-disagi-code-190822277086.shtml

    ROMANI: SPERO NO CLASS ACTION - E il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, si augura «che non ci sia il rischio di una class action» per i disservizi di questi giorni, piuttosto, spiega nel question time alla Camera di mercoledì pomeriggio, il Governo «ha immediatamente predisposto una verifica ispettiva straordinaria tramite gli organi territoriali, oltre all'applicazione di pene pecuniarie fino a 1 milione e mezzo di euro previste dal contratto di programma in caso di violazione degli obblighi». E nel caso l'azienda non raggiunga gli obiettivi previsti, «sarà chiamata a rispondere». Romani, consapevole «dei gravi disagi e difficoltà, con ripercussioni molto pesanti per gli utenti, racconta anche che «a quanto dice Poste siamo tornati a una situazione di regolarità, anzi migliore rispetto a prima grazie al nuovo software».

    L'AGENZIA - Intanto, la commissione Lavori pubblici del Senato mercoledì mattina ha dato parere favorevole alla nomina dei tre componenti dell'Agenzia nazionale per la regolamentazione postale. La competente commissione della Camera aveva già dato l'ok, quindi per l'insediamento del collegio mancano solo gli ultimi passaggi del Consiglio dei ministri e del Presidente della Repubblica, fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I tre componenti dell'Agenzia sono Carlo Deodato, Francesco Soro e Giovanni Bruno.

    CDA STRAORDINARIO - E per giovedì, il presidente di Poste Giovanni Ialongo ha deciso di convocare in via d'urgenza il consiglio d'amministrazione. Il Cda dovrà «esaminare le problematiche emerse a seguito dei disservizi informatici causati da malfunzionamento dei sistemi forniti dalle aziende costruttrici, per adottare - si legge in una nota - i conseguenti provvedimenti a tutela della società e dei suoi clienti». La decisione è stata presa «al fine di garantire il presidio del vertice aziendale sul tema». Sempre giovedì Poste Italiane incontrerà i rappresentanti di tutte le associazioni dei consumatori per aprire il tavolo di Conciliazione e discutere le modalità di risoluzione dei problemi derivanti dagli inconvenienti tecnici di questi giorni.

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