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  • Retribuzioni ai praticanti / Londra abbassa gli stipendi, mentre l'Italia li introduce

    È tempo di crisi per i praticanti inglesi. E la Solicitors Regulation Authority (SRA), l'organizzazione che sovrintende la categoria forense in Inghilterra, torna alla carica con un dibattito sempre attuale negli studi legali, inglesi e italiani. Quanto devono essere pagati i professionisti che stanno completando il periodo di formazione? Negli studi d'affari infatti i praticanti sono costo, ma allo stesso tempo risorsa in quanto anche senza l'abilitazione per esercitare la professione possono partecipare alle riunioni con i clienti e svolgere la fondamentale ricerca documentale.

    A questo proposito, la SRA ha appena pubblicato un questionario in cui chiede in una consultazione pubblica su quanto valore abbia un salario minimo alla luce delle liberalizzazioni introdotte in Inghilterra dal Legal Services Act.
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    Al momento, i praticanti inglesi hanno un salario minimo garantito di 18590 sterline per chi lavora a Londra, e di 16650 sterline per chi lavora in altre città. I salari minimi sono stati introdotti in Inghilterra nel 1982, con l'obiettivo di attrarre i candidati migliori verso la professione, ma sembrano oggi uno strumento obsoleto in quanto il mercato è da tempo saturo. Uno dei rischi del salario minimo sarebbe peraltro quello di rendere più difficile la diversificazione della nuova generazione di professionisti, attenzione che in inglese prende il nome di diversity.

    Secondo una ricerca appena svolta da Legal Futures infatti, il 42% dei praticanti che fa parte di una minoranza etnica fa parte di una minoranza, contro il 27% dei praticanti di origine inglese. Il mercato legale inglese è inoltre spaccato in due differenti mondi. Da una lato quello degli studi d'affari della City, dove il salario minimo è almeno raddoppiato per i praticanti che ogni anno entrano in studio. Dall'altro quello degli studi di provincia dove il numero dei professionisti si conta sulle dita di una mano. In queste realtà, la vita e la retribuzione dei praticanti è ben diversa. La stessa divisione si ritrova sul mercato italiano. Negli studi d'affari di matrice anglosassone, gli avvocati in erba arrivano a ricevere una retribuzione annua lorda che si oscilla intorno ai 35mila euro l'anno, con picchi maggiori per gli studi americani.

    Stando poi alla ricerca "Professionisti: a quali condizioni?" svolta da Ires e Cgil, solo il 43,8% dei praticanti avvocato riceve un compenso mensile, corrisposto come rimborso spese che nella maggior parte dei casi varia tra i 500 e i 700 euro al mese. Le normative discusse negli ultimi 2 anni relative alla liberalizzazione della professione forense hanno fatto in diverse occasioni riferimento all'introduzione di un giusto compenso per i praticanti. Che tuttavia, senza una quantificazione oggettiva come quella inglese, non introdurrebbe una vera novità nel mercato. La norma introdotta con la "legge quadro" della scorsa estate relativa all'equo compenso è stata tuttavia eliminata dal testo definitivo del decreto sulle liberalizzazioni approvato nei giorni scorsi dal Governo.
    Il dibattito, sia in Italia che in Inghilterra, resta dunque aperto.

    http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-02-01/retribuzioni-praticanti-londra-abbassa-155852.shtml?uuid=Aa7sPWlE

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