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  • Russia, a processo l'avvocato-blogger che critica Putin e rischia di finire come Khodorkovskij

    Dice che, sempre più spesso, gli viene in mente il destino di Mikhail Khodorkovskij, e sembra rassegnato a finire in prigione anche lui, come l'oligarca del petrolio che sfidò Vladimir Putin. Aleksej Navalnyj, avvocato e blogger anti-corruzione, si è presentato davanti al tribunale di Kirov con la borsa già pronta, malgrado sia convinto di dimostrare la propria innocenza. «Hanno deciso già tutto, sentenza compresa - aveva detto nei giorni scorsi in un'intervista all'agenzia Reuters - Vogliono poter dire in tv che l'uomo che per anni li ha accusati di corruzione, è lui stesso corrotto. Quando dico "loro", intendo Putin». Il quale ha ordinato personalmente il caso contro di lui, ha detto Navalny ai giornalisti che affollavano la piccola aula del tribunale di Leninskij, dove il giudice ha accettato di rinviare l'udienza al prossimo 24 aprile, per dare piu' tempo alla difesa di prepararsi. Processo kafkiano Come nel caso di Khodorkovskij, accusato di aver sottratto alla propria compagnia fiumi di greggio, le accuse rivolte a Navalnyj sono un po' inverosimili, "kafkiane", come dice lui. Nel 2009, periodo in cui era consigliere del governatore di Kirov, Nikolaj Belyj, Navalnyj avrebbe combinato l'acquisto di 10mila metri cubi di legname a un prezzo artificialmente basso, intascando 16 milioni di rubli (400mila euro) o legna per un valore corrispondente. Un furto non proprio agevole da gestire, ironizza l'accusato. Per il reato di appropriazione indebita si rischiano fino a 10 anni di carcere. Condanna scontata E poiché il giudice scelto per Navalnyj è famoso per aver non aver mai emesso un'assoluzione, 130 condanne su 130 in due anni e mezzo, pochi si illudono che il leader più famoso delle proteste anti-Putin tornerà a casa. Il meglio su cui può sperare è una condanna con sospensione della sentenza, che si limiterebbe a impedirgli di candidarsi a qualche ufficio pubblico. Basterebbe questo a sbarrargli la strada, dal momento che all'inizio del mese Navalnyj si è candidato alla presidenza della Russia, sfidando Putin nel 2018, con l'obiettivo «cambiare le cose in modo che in un Paese ricco di gas e petrolio milioni di persone non siano costretti a vivere in povertà». Annunciando l'intenzione di candidarsi, se sarà condannato Navalnyj potrà accreditarsi come prigioniero politico. Paradossalmente, la sua strada corre nella stessa direzione della recente crociata del presidente russo contro la corruzione dei funzionari pubblici che Navalnyj, autore dello slogan più famoso delle proteste di piazza, ha definito «ladri e imbroglioni». La sua battaglia era iniziata nel 2007, quando Navalny ha iniziato ad acquistare azioni di compagnie controllate dallo Stato facendo domande alle assemblee annuali, mettendo alla berlina i dirigenti disonesti sul proprio sito, Rospil, facendosi un mucchio di nemici. Non è certo strano che ora vogliano ridurlo al silenzio screditandolo sul suo stesso terreno, dimostrandolo corrotto. Anche se il vero obiettivo è privare l'opposizione, già colpita dall'irrigidimento di regole e sanzioni sulle manifestazioni di piazza, di una delle sue voci più coraggiose. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-17/russia-processo-avvocatoblogger-critica-104713.shtml?uuid=AbQfQ3nH

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