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  • Addio alla sentenza «leggera»

    Cancellata la semplificazione della motivazione per le sentenze civili. E dietrofront anche sulla concentrazione in tre uffici giudiziari (Milano, Roma e Napoli) delle cause che coinvolgono le società estere senza sedi in Italia. Il Parlamento, durante l'esame per la conversione in legge, ha infatti cancellato dal decreto del fare (69/2013) due disposizioni in materia di processo civile.
    In particolare, l'alleggerimento della motivazione delle sentenze civili era entrato in vigore il 22 giugno, con l'entrata in vigore, appunto, del Dl del fare. La disposizione aveva riformulato l'articolo 118 delle disposizioni per l'attuazione del Codice di procedura civile e aveva disposto che la motivazione della pronuncia consistesse «nella concisa esposizione dei fatti decisivi e dei principi di diritto su cui la decisione è fondata, anche con esclusivo riferimento a precedenti conformi ovvero mediante rinvio a contenuti specifici degli scritti difensivi o di altri atti di causa». Rispetto al testo dell'articolo 118 (ora confermato), il Dl del fare faceva passare l'esposizione del fatto e del diritto da «succinta» a «concisa», si precisava che nella sentenza avrebbero dovuto trovare spazio non tanto i fatti comunque «rilevanti», quanto piuttosto quelli «decisivi» e che le questioni giuridiche avrebbero dovuto essere affrontate indicando i «principi di diritto», senza la necessità di enunciare le «ragioni giuridiche della decisione». Infine, il Dl aveva previsto la possibilità per il giudice di motivare anche esclusivamente richiamando i precedenti conformi oppure i contenuti dei documenti della difesa e degli atti di causa. Ma le novità non hanno superato il vaglio delle Camere.
    Il Parlamento ha anche eliminato dal testo del Dl del fare la disposizione che prevedeva di concentrare a Milano, Roma e Napoli le cause civili in cui è parte una società con sede all'estero. Secondo il Governo, questa norma avrebbe garantito agli investitori internazionali «una maggiore prevedibilità delle decisioni e ridotti costi logistici»; in pratica, quindi, la norma avrebbe favorito le imprese straniere rendendo più gestibile il loro contenzioso. Ma il Parlamento ha fatto una valutazione opposta, recependo le indicazioni della commissione Giustizia della Camera, che aveva segnalato le spese per le parti e l'aggravio del carico di lavoro per gli uffici giudiziari. Peraltro, le disposizioni sono state cancellate prima di debuttare: si sarebbero applicate ai giudizi instaurati dal trentesimo giorno dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del Dl.

    http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2013-08-19/addio-sentenza-leggera-064929.shtml?uuid=AbKC5SOI

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