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Avvocati corrotti dai clan, l'allarme dell'Antimafia
L'ultimo a finire in manette è stato il penalista Giuseppe Stabile. Lo accusano, due pentiti, di essersi venduto ai clan della camorra. "Io andai, come vado sempre, al colloquio con gli avvocati portando con me una cartellina con all'interno delle carte processuali – ha raccontato il collaboratore di giustizia Vincenzo Marrazzo –. Solo che quella volta, sapendo che avrei ricevuto il seghetto e il telefonino, preparai la cartellina facendo un po' di spazio in modo da poter nascondere questi oggetti". A consegnarglieli per farlo evadere, secondo la Procura, sarebbe stato proprio il suo legale. Messaggero, non inconsapevole, di ordini e volontà del boss detenuto nel penitenziario di Cagliari. Stabile, raccontano gli atti giudiziari, avrebbe fatto da postino anche al padrino detenuto Vincenzo Aversano, legato ai Casalesi, nascondendone i pizzini negli slip e trasferendoli ai suoi uomini di fiducia ancora in libertà. In un'occasione, addirittura, Stabile avrebbe fatto da mediatore per la compravendita di una partita di armi da 30mila euro. Pronte nuove inchieste. Difficile mestiere, quello del penalista, in terra di camorra. Da mesi, ormai, si stanno moltiplicando i casi di legali coinvolti in inchieste giudiziarie. Alcune sono già arrivate a conclusione, altre bollono nei contenitori giudiziari della Dda di Napoli e riguardano, secondo quanto Il Sole24Ore online ha potuto accertare, presunti casi di riciclaggio e di intestazione fittizia di beni da parte di avvocati a favore di esponenti gruppi criminali dell'area nord di Napoli. Si tratta, in ogni caso, di fenomeni che destano allarme perché investono professionisti affermati, conosciuti nell'ambiente forense e attivi da anni nel campo giudiziario anche se, comunque, è bene sottolineare che nessuno è stato ancora condannato con sentenze passate in giudicato. Vero killer, finto cieco. Il difensore del killer Giuseppe Setola, Girolamo Casella, a fine mese comparirà davanti al giudice per rispondere del favoreggiamento nei confronti del sanguinario assassino casalese. Un cui "pizzino" venne ritrovato in suo possesso, dopo un colloquio in carcere. Era indirizzato al nuovo boss della famiglia e c'era scritto: "Voglio da te sapere perché non mi mandate lo stipendio da 11 mesi, penso che non merito questo, ti chiedo di provvedere subito, poi le rate che ti dà Nicola (un altro camorrista, ndr) le devi dare a me, che mi servono per avvocati e periti. Cercate di risolvere questo problema, capito, te lo chiedo con umiltà. Io faccio parte di tuo suocero e mi dovete trattare". Corruzione e false perizie. Sotto processo per corruzione, falsa testimonianza e falsa perizia è invece l'avvocato Michele Santonastaso, accusato di aver corrotto con 120mila euro il perito che firmò la consulenza che portò all'assoluzione, per duplice omicidio, di due killer del clan napoletano dei Cimmino. Santonastaso, tra l'altro, è alla sbarra anche per le intimidazioni rivolte alla giornalista Rosaria Capacchione, allo scrittore Roberto Saviano e a diversi magistrati della Dda di Napoli. Con lui, sono imputati i boss Antonio Iovine e Francesco Bidognetti. E, proprio il difensore storico di quest'ultimo, l'avvocato Carmine D'Aniello è stato poi arrestato per aver fatto da portavoce al padrino ergastolano. ILSOLE24ORE http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-25/avvocati-camorra-204120.shtml?uuid=AbtuZxbI
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