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  • Il Csm: a rischio decadenza decine di magistrati onorari

    Rischia di scoppiare la bomba delle incompatibilità dei giudici di pace. Mandando in sofferenza tutta la macchina della giustizia onoraria. A lanciare l'allarme è il Consiglio superiore della magistratura. Quasi 700 giudici in meno: è la situazione in cui potrebbe trovarsi la macchina della giustizia a partire da domani, quando diventerà pienamente operativa la riforma della geografia giudiziaria con i suoi tagli e gli accorpamenti di tribunali, procure e uffici del giudice di pace. Il pericolo riguarda i giudici onorari, che oggi molto spesso svolgono contemporaneamente la professione di avvocato e quella di magistrato onorario a pochi chilometri di distanza, ma che da domani, per effetto degli accorpamenti, non potranno farlo più negli uffici giudiziari compresi nel nuovo circondario del tribunale presso il quale sono chiamati a svolgere le funzioni onorarie. «Il rischio concreto è quello di una perdita secca, a decorrere dal 13 settembre, di tanti magistrati onorari non intenzionati ad abbandonare la professione forense, con le evidenti gravi ricadute sul buon andamento e l'efficienza dell'amministrazione della giustizia, che non può prescindere dal fondamentale apporto della magistratura onoraria» ha scritto il presidente dell'Ottava Commissione del Csm, Paolo Auriemma, al ministro della Giustizia, chiedendole di intervenire per far fronte al problema. Ed è lo stesso consigliere ad aver fatto i calcoli sulle possibili dimensioni del fenomeno. Le toghe onorarie interessate dagli accorpamenti sono 730 sui circa 3.700 in servizio: di questi 364 sono giudici di tribunale e 366 vice procuratori. Lo stesso problema riguarda anche i giudici di pace, visto che anche per loro da domani scatterà l'incompatibilità tra le funzioni giudiziarie e quelle forensi nel nuovo circondario dell'ufficio a cui sono addetti. E sempre il Csm ha autorizzato ieri una deroga alla regole sulla legittimazione (due anni invece degli almeno tre che devono essere passati nella sede di provenienza), a causa della straordinaria urgenza venutasi a creare, per coprire i vuoti in organico al tribunale e alla procura del neonato ufficio giudiziario di Napoli Nord. In tutto i posti a disposizione sono 17 per i giudici (dieci al civile e sette al penale) e 11 posti di sostituto procuratore. Sempre fortemente ostili gli avvocati, con l'Oua che sottolinea: «Rinvii, proroghe, sospensioni da parte dei Tar, le ultime sono quelle di Bari per Cerignola e Rodi Garganico, ma non basta, ancora ieri, come testimonia una lettera di via Arenula si è avviato a definizione il destino dei tribunali di Alba, Bassano, Chiavari, Rossano e Sanremo, con il possibile utilizzo dei locali per ulteriori due anni (per esaurire le pendenze e i dibattimenti al 13 settembre del 2013)». E per l'Oua «intanto la giustizia per stessa ammissione del ministero si accinge a sopportare un deficit previsto per il settore per il 2013 di circa 78 milioni di euro e chiude il 2012 con ulteriori 83 milioni di euro di debito». Il Consiglio nazionale forense, invece, mette in evidenza il clima di generalizzata tensione nel quale parte la riforma, con il rischio di compromettere la collaborazione di istituzioni e operatori. http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2013-09-12/rischio-decadenza-decine-magistrati-064557.shtml?uuid=Ab5J3rVI

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