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  • Napoli, scandalo dei finti esami a Giurisprudenza: 27 avvisi di chiusura indagini

    Ventisette avvisi di chiusura indagine sono stati notificati dagli agenti della Digos di Napoli ad altrettanti studenti e impiegati dell'università Federico II indagati nell'ambito di un'inchiesta sugli esami venduti alla facoltà di giurisprudenza condotta dal pm Giancarlo Novelli.

    I reati ipotizzati sono falso e corruzione. Gli indagati sono due impiegati e 25 studenti, alcuni dei quali già laureati. Dalle indagini è emerso che i due impiegati in occasione delle sedute di esame alteravano le «camicie» contraffacendo le firme dei docenti. Lo stesso ateneo ha collaborato con gli investigatori.

    Tra gli esami più «richiesti», tra quelli oggetto della compravendita ipotizzata dagli inquirenti che ha portato all'emissione di 27 avvisi di garanzia, c'erano, ovviamente, quelli più impegnativi: Diritto Commerciale, Procedura Civile, Economia Politica, Diritto Civile, Diritto Privato.

    Gli agenti della Digos, coordinati dal vicequestore Antonio Sbordone, hanno accertato che gli studenti pagavano alcune migliaia di euro a esame con tariffe che variavano a seconda del voto. Il record spetta a un laureato che ha comprato ben dodici esami; a lui e ad altri nove studenti, la laurea è già stata revocata.

    Il meccanismo della falsificazione è quello già accertato nel corso di inchieste analoghe. Il docente, prima di ogni seduta d'esame, riceve dal bidello le «camicie» in bianco; le restituisce al termine della seduta, compilate con i nomi degli studenti esaminati, i voti e la firma. Anziché riportare le «camicie» in segreteria, i bidelli ne sostituivano una, rifacendola da capo e aggiungendo i nomi di uno o due studenti; ovviamente, falsificando le firme dei docenti.

    Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato, due anni fa, proprio un bidello, che aveva riscontrato anomalie nei numeri di verbale. Alla sua denuncia seguirono le perquisizioni all'università e in numerose abitazioni private, con l'acquisizione di numerosi elementi di riscontro. Il pm si avvia ora ad avanzare le richieste di rinvio a giudizio.

    fonte http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=100752&sez=NAPOLI

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