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  • La Cassazione avverte gli automobilisti: precedenza non salva sempre chi guida

    Il diritto alla precedenza non e' un salvacondotto per chi e' alla guida. In caso di incidenti, infatti, se sara' accertato che la guida non era delle piu' prudenti, a nulla servira' rivendicare la precedenza. Lo rileva la Cassazione nell'invitare i giudici penali a non applicare 'alla lettera' le norme del codice della strada. Questo perche', al di la' delle precedenze, si deve "accertare in concreto il comportamento tenuto dagli automobilisti per verificare se in esso siano ravvisabili profili di colpa". In questo modo, la Quarta sezione penale ha respinto il ricorso di Paolo F., un centauro siciliano - assolto in primo grado e condannato in appello per lesioni personali colpose - che aveva procurato lesioni gravissime ad una signora alla guida di una Panda (quaranta giorni di prognosi e successiva asportazione della milza) che, come riferisce la sentenza 26657, aveva incautamente impegnato l'incrocio senza rispettare il segnale di precedenza. Era stata cosi' travolta dalla moto di Paolo F. che aveva la precedenza. Il giudice di pace, il 16 ottobre 2009, aveva assolto il motociclista dal reato punito dall'art. 590 c.p. , ritenendo che la colpa fosse da attribuire all' automobilista che "aveva incautamente impegnato l'incrocio senza rispettare il segnale di precedenza". Verdetto ribaltato dal Tribunale di Palermo nel maggio 2010.

    http://www.studiocataldi.it/news_adn_asp/news_adn_52685.asp

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