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  • Turchia, avvocati italiani pronti a intercettare il business

    Programmare un investimento in una sede estera non é decisione da tutti giorni in tempi di incerto scenario economico. Eppure, le law firm sembrano non risparmiare nell'investire in un mercato che fa da ponte geografico e simbolico tra l'Europa e il Medio Oriente: la Turchia.
    L'ultima corazzata ad annunciare lo sbarco oltre il Bosforo è lo studio inglese Allen & Overy, che ha aperto un ufficio a Istanbul sulla scia di quello che Allen & Overy descrive come un crescente flusso di business che sta interessando il Paese.

    La law firm segue la strategia annunciata negli scorsi mesi da Baker & McKenzie, DLA Piper, Clifford Chance, Chadbourne & Parke, Kinstellar e Schoenherr, alcune delle law firm che hanno debuttato in Turchia o si preparano a farlo nelle prossime settimane.

    La sede di Instanbul di Allen & Overy sarà guidata dal socio Charles Linday e si concentrerà sugli aspetti di diritto inglese relativi al project finance, mercato di capitali e sulle operazioni di M&A e tra io clienti dello studio figurano Akbank, Isbank, Garantibank e Turco Exim Bank.
    Allen & Overy stima infatti che il programma di privatizzazione del governo attualmente in corso porterà entro il 2015 un finanziamento privato di 50 miliardi di dollari, creando opportunità per gli studi legali.
    Opportunità che potrebbero riguardare in particolare i professionisti italiani, data la prossimità geografica tra i due Paesi e la reputazione degli avvocati del Belpaese nella regione.

    Alcuni studi italiani hanno infatti negli scorsi mesi seguito la strategia delle corazzate internazionali e rafforzato i contatti con gli studi locali.
    Pioniere in questo senso è stato lo Studio Padovan, sbarcato in Turchia nel 2007, inaugurando un desk italiano presso lo studio GÜR di Istanbul.
    Attivo nella regione è anche lo studio Nunziante Magrone, che ha recentemente assistito Markafoni, terzo sito di e-commerce in Turchia, nella cessione del 70% delle sue azioni a MIH-Allegro, società controllata dal gruppo editoriale multinazionale Naspers. Operazione seguta dall'of counsel dello studio italiano Sidika Baysal Hatipoglu, che in Turchia opera in collaborazione con lo studio B+B di Instanbul.

    La scelta di Nunziante Magrone é stata basata sul favorevole contesto della Turchia da un punto di vista imprenditoriale, dove per costituire una società bastano sei giorni.
    Ma anche i professionisti italiani degli studi internazionali recentemente sbarcati nella regione guardano con interesse al Paese. È il caso dello studio Schoenherr, che ha seguito in Turchia alcuni clienti dello studio che hanno investito nel Paese.

    «La Turchia ha un mercato forte ed al tempo stesso dinamico, come dimostrato dagli indicatori economici. Prendendo ad esempio il consumo energetico domestico, questo è cresciuto del 7.7% all'anno. Al tempo stesso il mercato legale turco è stato tradizionalmente gestito da studi a struttura familiare i quali, certamente, hanno un limite di crescita in quanto a dimensioni», spiega Daniele Iacona, collaboratore italiano dello studio.
    Che conferma che l'Italia possiede in Turchia una buona reputazione e un'importante margine di potenziale crescita in special modo nel settore delle infrastrutture e dell'energia.

    «Tra paesi dell'area mediterranea vi è sempre una corsia preferenziale. La forma italiana di fare affari non sia molto differente dalla forma turca, quantomeno nella regione di Istanbul, che costituisce l'area di maggiore interesse al momento», aggiunge Iacona.

    Che consiglia agli imprenditori italiani di eguire con attenzione le dinamiche di crescita della Turchia. «Che mira a divenire il ponte economico tra Europa Occidentale ed il Medio Oriente ma, per completare tale flusso, avrà necessità di un porto di connessione tra il mercato turco e quelli dell'Europa Occidentale. Naturalmente tale porto di connessione dovrebbe essere un porto italiano, Gioia Tauro o Venezia per esempio, ma spetterà all'Italia farsi valere nelle logiche internazionali», conclude l'avvocato.

    http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-12-09/turchia-avvocati-italiani-pronti-124501.shtml?uuid=AaSbCmSE

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