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  • TRIBUNALE DI NAPOLI ASSICURA GIUSTIZIA E RIMBORSI PER I RISPAMIATORI TRUFFATI

    Il Tribunale di NAPOLI, con la sentenza n.3890/13 ha condannato la società MEIE AURORA Ass.ni oggi GRUPPO UNIPOL, tra le più grandi banche/assicurazioni italiane, in un o al suo dipendente Mustardino Marcello al risarcimento del danno e rimborso del maltolto pari a centinaia di migliaia di euro patito dal primo gruppo di 11 clienti per la truffa già punita in sede penale ed il fatto illecito commesso da un dipendente con qualifica di ispettore commerciale e spacciatosi come promotore finanziario - che svolgeva attività in nome e per conto della medesima assicurazione - il quale aveva sottratto ai malcapitati risparmiatori e conoscenti i loro i risparmi di una vita che, per sua stessa dichiarazione, avrebbero dovuto essere investiti presso l’istituto di credito e sviluppare vantaggiosi interessi . Il Tribunale ha, infatti, ritenuto ricorrere la fattispecie della responsabilità solidale e quindi a seguito di istruttoria documenatle, escussione testi e CTu contabile affermarsi la responsabilità indiretta dell’Aurora Ass.ni per il fatto illecito commesso dal dipendete in danno dei risparmiatori come previsto anche dal Testo Unico Finanziario (T.U.F.), che prevede proprio la responsabilità solidale dell’intermediario per danni arrecati a terzi dal promotore finanziario, anche quando tali danni siano conseguenti a responsabilità accertate in sede penale. “Trattasi - secondo l’avvocato Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NOICONSUMATORI.IT che ha tutelato in giudizio penale e civile i risparmiatori, “di una sentenza importantissima, che conferma l’orientamento già espresso in altre decisioni anche dalla Cassazione e restituisce giustizia e soddisfazione ai risparmiatori ed utenti del mondo finanziario dove è giusto che le multinazionali e banche che guadagnano miliardi di euro devono anche rispondere dei danni e illeciti di chi in loro nome e tramite le loro sedi/uffici inganna i consumatori; orientamento giurisprudenziale, per il quale gli istituti di credito non possono sottrarsi alla responsabilità per gli illeciti commessi da soggetti e dipendenti ai quali hanno anche affidato l’incarico di rappresentarli e/o reperire clienti per la loro attività d’intermediazione.

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