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  • Campania, avvocati e cancellieri corrotti al Tribunale di Napoli: 2 arresti e 12 persone coinvolte

    L’inchiesta della Procura della Repubblica ha portato alla luce un sistema corruttivo che coinvolge gli uffici del distretto giudiziario di Napoli.
    Continua l’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli su un sistema corruttivo che coinvolge alcuni avvocati e cancellieri del Tribunale, accusati a vario titolo di concussione e corruzione. Questa mattina, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria hanno eseguito quattordici ordinanze cautelari emesse dal Giudice per l’indagine preliminare: due persone sono finite agli arresti domiciliari mentre altre dodici dovranno presentarsi alla polizia giudiziaria. Le misure cautelari riguardano, tra gli altri, due avvocati penalisti che avevano “corsie preferenziali” in cancelleria, riuscendo a ottenere informazioni e copie di atti prima degli altri, senza presentare richieste e senza pagare diritti. Il tutto accadeva grazie a cancellieri corrotti, i quali, in cambio di prebende, autorizzavano addirittura i legali a sedersi davanti alle postazioni delle banche dati e, con le loro password, ad acquisire informazioni. Gli avvocati avevano anche dei propri tariffari, in modo da chiedere al cliente la giusta somma per gli interventi sul fascicolo giacente in cancelleria. Le indagini avevano già portato, nello scorso mese di gennaio, all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di altri indagati. In quel contesto, le perquisizioni fecero scoprire anche delle liste con i procedimenti su cui intervenire e le 'tariffe' applicate per l'interessamento. Persino divise in quote per ciascuno dei protagonisti dell’intervento. Così è nato questo ulteriore filone di indagine che, grazie all’esame della documentazione sequestrata e l’ascolto di testimonianze, mostra quanto fosse allargato il sistema.
    Un cancelliere aveva addirittura minacciato un commerciante di Napoli
    Nell’inchiesta è finito anche un cancelliere del Tribunale di Sorveglianza. Quest’ultimo aveva minacciato un commerciante napoletano che non voleva pagare la tangente. Secondo la Procura, il dipendente aveva proposto al commerciante un “intervento” su un fascicolo che lo riguardava in cambio di un televisore. Nel momento in cui la vittima si è rifiutata, il cancelliere ha minacciato di far “risalire a galla" il procedimento, se non avesse soddisfatto la sua richiesta. In altri termini, avrebbe fatto trattare il fascicolo in tempi brevi. Gli aggiustamenti venuti fuori con le indagini, riguarderebbero anche esponenti della criminalità organizzata. Secondo l’accusa, infatti, sarebbe stata alterata anche una procedura relativa a una sentenza di condanna definitiva di un esponente di spicco del clan camorristico Aprea-Cuccaro. Intanto, la prima tranche dell’inchiesta è già alla fase dibattimentale. Qualche imputato ha patteggiato la pena, mentre altri avrebbero aderito al rito immediato.

    http://www.italia24ore.it/20131104985/campania/campania-avvocati-e-cancellieri-corrotti-al-tribunale-di-napoli-2-arresti-e-12-persone-coinvolte.html

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